domenica 10 maggio 2009

.....passi sul cammino

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Todo lo que uno puede conseguir lo puede hacer solo a expensas de la personalidad falsa.
“¿Es la falsa personalidad la principal barrera para ser consciente?”
En principio sí. Pero también muchos hábitos mecánicos. A veces incluso hábitos mecánicosm en otros centros.
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Usted no puede eliminar nada; eso sería lo mismo que tratar de cortar su cabeza. Pero puede hacer que la personalidad falsa sea menos insistente y menos permanente. Si en cierto instante usted siente el peligro de manifestación de la personalidad falsa y puede encontrar un modo de pararla, eso es lo que usted tiene para empezar. Debe usted aprender a controlar las manifestaciones.
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Para luchar contra la personalidad falsa haga usted cualquier cosa que a ésta no le guste y así averiguará muy pronto qué es lo que le disgusta. Si usted insiste, la personalidad falsa se irritará más y más, y se mostrará a sí misma más y más claramente, de modo que muy pronto no quedará ninguna duda sobre ella.

Indicazioni per il percorso dell'autoricordo


(P.D. Ouspensky, La coscienza... 1979)
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Si uno trabaja seriamente en el auto recuerdo sin conocer la idea de la división de “yoes”, de modo que uno se toma a sí mismo como uno (como una unidad) desde el principio) entonces el auto recuerdo producirá resultados incorrectos y puede incluso llegar a producir una falsa cristalización y hacer el desarrollo imposible.

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Podemos experimentar en el mismo día un buen número de emociones contradictorias, tanto agradables como desagradables, sobre el mismo tema, ya sea una detrás de otra, ya simultáneamente, y no notamos las contradicciones debido a la ausencia de consciencia. Son los amortiguadores los que impiden a un “yo” o personalidad el percatarse de otro, pero en un estado de consciencia no podemos evitar el ver las contradicciones.
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Qualsiasi desiderio e/o avversione è l'espressione di un "io" che disegna la nostra falsa personalità, per ricordare se stessi bisogna lavorare contro questi "ego", non è possibile ricordare se stessi se non si effettua un'accurata pulizia. Anche la malavoglia è un'espressione dell'identificazione con uno dei falsi "io". Per un "io" unificato non può esserci contraddizione tra scelte e volontà.
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La identificación constituye la manifestación principal de la falsa personalidad, y es lo que nos impide salir de ella. Tenemos que ser capaces de ver este estado como alejado de nosotros mismos, separado de nosotros mismo.
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La personalidad falsa es, por así decir, un órgano especial para las emociones negativas, para desplegar las emociones negativas, para disfrutar de las emociones negativas, para producir las emociones negativas. Recordarán que yo dije que no hay un centro real para las emociones negativas. La personalidad falsa actúa como un centro para las emociones negativas.
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El rasgo principal es la falsa personalidad. En la mayor parte de los casos la falsa personalidad esta basada en un rasgo que entra a formar parte de todo.
Es necesario pensar sobre la falsa personalidad y en algunos casos podrá verse con toda claridad un tipo de rasgo principal entrando en todo, como un eje alrededor del cual todo gira.
He conocido a personas que dieron varias veces un nombre a su rasgo principal y fueron capaces de recordarlo durante algún tiempo. Luego los volví a encontrar y lo habían olvidado, o cuando lo recordaban tenían una cara y cuando lo olvidaban tenían otra y empezaban a hablar como si nunca hubieran hablado de ello en absoluto.
Si se está preparado, a veces es posible reconocer un rasgo de debilidad en uno mismo. Conociéndolo, si se empieza a mantenerlo en la mente y a recordarlo, puede llegar un momento en el que uno se vea libre de ese rasgo, en el que su acción no este determinada por tal debilidad.
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Pero siempre que en circunstancias ordinarias nos oigamos decir “no me gusta”, debemos preguntarnos a cual de nuestros “yoes” no le gusta.
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L'autoanalisi è fondamentale. Se per esempio formulo il mio scopo come "voglio essere cosciente", allora per prima cosa devo comprendere che non sono cosciente. Se intendo fino a che punto non sono cosciente, allora capirò e conoscerò quel mio "io" che non mi permette d'esserlo.
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Solo hay un peligro real. Si durante un tiempo largo uno sigue sin hacer suficientes esfuerzos o sin hacer nada en serio, entonces, en lugar de unificarse, uno se divide en dos, de modo que todos los rasgos y personalidades aparecen divididas en dos grupos (una parte que es útil para el trabajo y que favorece el desarrollo personal, y otra que es indiferente al mismo o incluso hostil).
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sabato 9 maggio 2009

Jacob Bohme

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"Donde el camino es más arduo, recórrelo, y lo que el mundo desecha, álzalo; y lo que el mundo hace, no lo hagas. Más bien. en todas las cosas marcha en sentido contrario al mundo. De ese modo, llegas al camino más próximo a lo que estás buscando..."
El Real Desconocido.
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"No consientas que tu mente ingrese ni se llene con lo que está fuera de ti"

giovedì 7 maggio 2009

Debolezze

- __________________________Emir Abd-al-Qader


Non vi è scusa che tenga, le apparizioni ricordi, la disfatta fatta di veli che coprono occasioni.
Primo passo del libero arbitrio, della scelta, è scegliera di desistere dal desiderio.
Che solo ed unico è il Reale a cui ci diamo, più spogli saremo, svestiti dalle nostre precarie illusioni, più luce, della luce del Vero, avremo di luce su luce (Al-Alawi).
Ma non avranno fortuna coloro che solo di belle parole si vestiranno, farebbero bene spogliarsene per solo metterle in azione.
Oh, mio Signore! che questo non solo sia un mio auspicio!
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Cosa vuoi tu, davvero? Il Vero?! Cosa vuoi avere? che il nulla non può avere, solo il Vero può possedere l'essere.
Vuoi la conoscenza... vuoi e desideri il Suo Volto.
Che cos'è il Volto?
E' la certezza di guardare il Reale con gli occhi del Vero, scoprirne il fondo, ascoltarne la vita nel segreto, capirne le forze che lo abitano, conoscere la Realtà nella sua verità, in una maniera intima... poter esser degno del suo khalifato .. Cosa vuol dire essere Khalifa dell'Assoluto?
renderci degni della responsabilità offertaci in gerenza,
quella del cuore e della ragione, quella dell'intelligenza.

domenica 4 gennaio 2009

Israele in Palestina

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E' incredibile la non-informazione in atto sulla questione israelo-palestinese (nessuno si ricorda che si tratta di un'occupazione-espropiazione ignobile quella in atto da sessantanni!), sconcertante la poca "informazione(?)" che se ne fa.
Ore 1.35 di lunedì 5 Gennaio 2009, metto a confronto due testate: LaRepubblica e LaStampa. La prima intitola "Cannoni su Gaza. 500 morti in nove giorni" e nell'articolo:"Nella sola giornata odierna sono 63, tra i quali almeno 22 civili, i palestinesi morti negli attacchi" (Repubblica). LaStampa intitola "Israele divide in due la striscia. Attacchi a Gaza decine di vittime" e nell'articolo "Preparata con cura, l’offensiva terrestre israeliana sulla Striscia di Gaza sembra aver raggiunto gli obbiettivi militari prefissati dai comandi dello Stato ebraico per le prime ore dell’operazione (????)...le fonti palestinesi parlano di 31 civili e 4 militanti di Hamas uccisi, oltre ad un militare israeliano; lo Stato ebraico ha ammesso finora il ferimento di 30 militari, l’uccisione di «decine» di miliziani e la morte di un soldato di Gerusalemme.(brrrr)" (LaStampa)
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A parte l'evidente discrepanza di numeri, ancor più nauseante il filtro prospettico.
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Cosa ne pensate?
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domenica 30 novembre 2008

L'Aperto

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Elaborazione concettuale di un dispositivo.
Due principi in reciproco condizionamento che soggiaciono alla trasformazione del reale.
Il mondo fisico, esteriore, concettualizzato quotidianamente e culturalmente; il mondo interiore dello sconosciuto, interiore al soggetto e – al contempo – interiore al mondo che lo circonda.
Due statuti del Reale: nascosto o essenziale (depositario del senso non manifestato, sorgente impulsiva del cambiamento), mondo dell’aspetto uni-totale delle cose, misteriosa unità tra soggetto e oggetto, meta-mondo assolutamente immanente; e il mondo della percezione, manifestato, conosciuto, codificato dalla mente, il mondo così come ognuno se ne fa un’immagine.
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Tale dispositivo rappresenta come un cardine che si rappresenta-immagina-produce la complessità della relazione co-produttiva di due mondi, a uno solo dei quali può estendere la propria capacità rappresentativa, ed elabora quindi proiezioni la cui vera natura è fatta in realtà di gradienti o misti.
Tale produzione (pre-eiezione) risponde ad una duplice esigenza: l’aspirazione allo Sconosciuto, origine del Senso; la necessità dell’adattamento all’ambiente e la necessità di elaborare schemi d’azione utili a promuovere la trasformazione dell’attuale verso un attualizzazione del Senso.
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Al loro confluire: il ritorno dell’attuale (secondo mondo) a coincidere coscientemente con l’esistenziale, col suo Senso originario = o mondo nuovo, paradiso, “nuovo mondo” sempre nuovo.
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Problema del reciproco influire dei due mondi tra loro: modalità differenti, l’una propensiva-irrazionale (quello della Via del Senso nell’attuale) [iniziativa], l’altra costrittiva-causale (quella della resistenza o sensibilità dell’attuale al rinnovamento) [ricettività].
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La globalità appartiene al Terzo polo che il dispositivo tenta di simbolizzare.
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Duplice approcio alla globalità del dispositivo simbolico::
- Affettivo: pratica della Presenza o dell’Aperto in aspirazione
- Cognitivo: concettualizzazione, strategia, azione

domenica 16 novembre 2008

Un système tri-unique

Edgar Morin en "Le paradigme perdu"(1973), dessein l'image d'un système cérébraux « tri-unique », dont le centres - spécialisés en fonctions différentes (émotive, affective et rationnelle) – localisent « chacun des phénomènes globaux » qui concernent la totalité du système. Cela équivaut à reconnaître une inter-connexivité entre les centres émotionnel (système limbique), affectif (interconnexions entre les structures filogénétiquement plus antiques et le néocortex associatif, effectuées par la structure néocorticale préfrontale [Eccles (1981), Damasio (1996)]) et le centre rationnel-logique (masse néocorticale plus nouvelle). Or, si le développement du néocortex caractérise déjà les mammifères, la connexion entre tous les zones corticales et le système limbique (plus l’hypothalamus et un noyau du thalamus [Nauta (1971)]) effectuée par le néocortex préfrontale est un conquête spécifique de l’home sapiens. Cela équivaut à un nouvel instrument de gestion du monde souterraine (le sub-conscient émotionnel) en co-production avec le système cognitif, à savoir une réalité mentale liminale à laquelle compète le monde des valeurs et des affections. Ces dernières ne relèvent plus uniquement du monde impulsif de l’émotionnel mais se caractérisent par un profile événementiel qui aboutit à des nouvelles compétences cognitives et interprétatives du réel. C’est là le procès de surgissement du nouveau à travers une dynamique créatrice qui compète à l’intuition.