Due principi in reciproco condizionamento che soggiaciono alla trasformazione del reale.
Il mondo fisico, esteriore, concettualizzato quotidianamente e culturalmente; il mondo interiore dello sconosciuto, interiore al soggetto e – al contempo – interiore al mondo che lo circonda.
Due statuti del Reale: nascosto o essenziale (depositario del senso non manifestato, sorgente impulsiva del cambiamento), mondo dell’aspetto uni-totale delle cose, misteriosa unità tra soggetto e oggetto, meta-mondo assolutamente immanente; e il mondo della percezione, manifestato, conosciuto, codificato dalla mente, il mondo così come ognuno se ne fa un’immagine.
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Tale dispositivo rappresenta come un cardine che si rappresenta-immagina-produce la complessità della relazione co-produttiva di due mondi, a uno solo dei quali può estendere la propria capacità rappresentativa, ed elabora quindi proiezioni la cui vera natura è fatta in realtà di gradienti o misti.
Tale produzione (pre-eiezione) risponde ad una duplice esigenza: l’aspirazione allo Sconosciuto, origine del Senso; la necessità dell’adattamento all’ambiente e la necessità di elaborare schemi d’azione utili a promuovere la trasformazione dell’attuale verso un attualizzazione del Senso.
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Al loro confluire: il ritorno dell’attuale (secondo mondo) a coincidere coscientemente con l’esistenziale, col suo Senso originario = o mondo nuovo, paradiso, “nuovo mondo” sempre nuovo.
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Problema del reciproco influire dei due mondi tra loro: modalità differenti, l’una propensiva-irrazionale (quello della Via del Senso nell’attuale) [iniziativa], l’altra costrittiva-causale (quella della resistenza o sensibilità dell’attuale al rinnovamento) [ricettività].
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La globalità appartiene al Terzo polo che il dispositivo tenta di simbolizzare.
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Duplice approcio alla globalità del dispositivo simbolico::
- Affettivo: pratica della Presenza o dell’Aperto in aspirazione
- Cognitivo: concettualizzazione, strategia, azione






