domenica 30 novembre 2008

L'Aperto

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Elaborazione concettuale di un dispositivo.
Due principi in reciproco condizionamento che soggiaciono alla trasformazione del reale.
Il mondo fisico, esteriore, concettualizzato quotidianamente e culturalmente; il mondo interiore dello sconosciuto, interiore al soggetto e – al contempo – interiore al mondo che lo circonda.
Due statuti del Reale: nascosto o essenziale (depositario del senso non manifestato, sorgente impulsiva del cambiamento), mondo dell’aspetto uni-totale delle cose, misteriosa unità tra soggetto e oggetto, meta-mondo assolutamente immanente; e il mondo della percezione, manifestato, conosciuto, codificato dalla mente, il mondo così come ognuno se ne fa un’immagine.
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Tale dispositivo rappresenta come un cardine che si rappresenta-immagina-produce la complessità della relazione co-produttiva di due mondi, a uno solo dei quali può estendere la propria capacità rappresentativa, ed elabora quindi proiezioni la cui vera natura è fatta in realtà di gradienti o misti.
Tale produzione (pre-eiezione) risponde ad una duplice esigenza: l’aspirazione allo Sconosciuto, origine del Senso; la necessità dell’adattamento all’ambiente e la necessità di elaborare schemi d’azione utili a promuovere la trasformazione dell’attuale verso un attualizzazione del Senso.
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Al loro confluire: il ritorno dell’attuale (secondo mondo) a coincidere coscientemente con l’esistenziale, col suo Senso originario = o mondo nuovo, paradiso, “nuovo mondo” sempre nuovo.
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Problema del reciproco influire dei due mondi tra loro: modalità differenti, l’una propensiva-irrazionale (quello della Via del Senso nell’attuale) [iniziativa], l’altra costrittiva-causale (quella della resistenza o sensibilità dell’attuale al rinnovamento) [ricettività].
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La globalità appartiene al Terzo polo che il dispositivo tenta di simbolizzare.
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Duplice approcio alla globalità del dispositivo simbolico::
- Affettivo: pratica della Presenza o dell’Aperto in aspirazione
- Cognitivo: concettualizzazione, strategia, azione

domenica 16 novembre 2008

Un système tri-unique

Edgar Morin en "Le paradigme perdu"(1973), dessein l'image d'un système cérébraux « tri-unique », dont le centres - spécialisés en fonctions différentes (émotive, affective et rationnelle) – localisent « chacun des phénomènes globaux » qui concernent la totalité du système. Cela équivaut à reconnaître une inter-connexivité entre les centres émotionnel (système limbique), affectif (interconnexions entre les structures filogénétiquement plus antiques et le néocortex associatif, effectuées par la structure néocorticale préfrontale [Eccles (1981), Damasio (1996)]) et le centre rationnel-logique (masse néocorticale plus nouvelle). Or, si le développement du néocortex caractérise déjà les mammifères, la connexion entre tous les zones corticales et le système limbique (plus l’hypothalamus et un noyau du thalamus [Nauta (1971)]) effectuée par le néocortex préfrontale est un conquête spécifique de l’home sapiens. Cela équivaut à un nouvel instrument de gestion du monde souterraine (le sub-conscient émotionnel) en co-production avec le système cognitif, à savoir une réalité mentale liminale à laquelle compète le monde des valeurs et des affections. Ces dernières ne relèvent plus uniquement du monde impulsif de l’émotionnel mais se caractérisent par un profile événementiel qui aboutit à des nouvelles compétences cognitives et interprétatives du réel. C’est là le procès de surgissement du nouveau à travers une dynamique créatrice qui compète à l’intuition.